Tesi di laurea sul Comitato ed il suo ruolo nel caso dell'elettrodotto
Postato il Mercoledì, 27 aprile @ 16:56:35 CEST di adminlr |
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Lisa Marangon ha 24 anni e abita con la famiglia a Monselice.
Quando ha scoperto che volevano innalzare un imponente traliccio a pochi metri dalla
sua abitazione, ha cominciato a frequentare insieme ai genitori gli incontri del Comitato ed a partecipare alle iniziative proposte.
E' diventata così un soggetto attivo tra le centinaia di protagonisti di quella lotta contro l'elettrodotto da 132 Kv, che l'ENEL ha cercato per anni di far passare nei pressi delle abitazioni di molti cittadini e all'interno di un'area tutelata come il Parco dei Colli Euganei.
Studentessa alla Facoltà di Scienze Politiche (Padova), quando è giunto il momento della Tesi di laurea ha proposto al Prof. Federico Neresini di riportare ed analizzare quest'esperienza.
E' iniziato così un approfondito lavoro di ricerca di materiali e documentazione, arricchito nel finale con una serie d'interviste ad alcuni dei protagonisti di questa battaglia per l'interramento della linea, tra i quali Francesco Miazzi, portavoce del Comitato Popolare "lasciateci respirare".
La tesi presentata, dal titolo: "Proteste locali e questioni ad elevato contenuto tecno-scientifico: il caso dell'elettrodotto della Bassa Padovana" il cui Relatore è stato lo stesso Prof. Federico Neresini, ha
contribuito alla sua Laurea in Scienze Sociologiche con il voto di 110.
La tesi fornisce un quadro analitico ed una ricostruzione fedele di uno dei "conflitti ambientali" più lunghi e appassionanti degli ultimi anni.
Nella parte introduttiva, Lisa Marangon approfondisce la ricerca sulla "percezione del rischio", elemento che si riscontra in larghi strati della popolazione di fronte ad uno sviluppo tecnologico che sembra sfuggire al
controllo dei comuni cittadini. Il "rischio", analizzato sotto l'aspetto tecnico-scientifico e socioculturale, emerge così come uno dei fattori centrali che spesso caratterizza l'agire dei soggetti coinvolti nelle problematiche ambientali.
Importante diventa poi la ricerca di carattere storico e sociologico sui "Movimenti sociali" e sulle molteplici forme dell'azione collettiva. E' una premessa indispensabile per addentrarsi sulle caratteristiche della "Protesta locale" il più delle volte incentrata sul rifiuto di opere
indesiderate come discariche, elettrodotti, inceneritori, etc.
Un tipo di protesta spesso etichettata negativamente, in quanto espressione della
"sindrome NIMBY", un acronimo che possiamo tradurre in "NON NEL MIO GIARDINO".
La parte centrale della Tesi è quindi rivolta a ricostruire con dovizia di particolari tutti i contorni della vicenda dell'elettrodotto, ma
soprattutto per cercare di capire la natura e l'azione del Comitato, il suo ruolo nel conflitto ambientale, la sua eventuale collocazione nell'ambito delle rivendicazioni NIMBY, il suo rapporto con gli esperti scientifici della problematica.
La lettura della tesi diventa a tratti appassionante, in quanto ricostruisce una trama ricca di colpi di scena, con continui ribaltamenti di fronte, con l'alternarsi di sconfitte e vittorie temporanee, di entusiasmi e segni di sconforto.
Una trama che evidenzia la visione complessiva con la quale il Comitato ha
affrontato la vicenda.
Un Comitato che non si è mai espresso per "spostare" l'impianto da un'altra parte, battendosi sempre per risolvere il problema in loco, avanzando fin da subito l'ipotesi dell'interramento e della schermatura della potente linea elettrica.
E' importante poi registrare anche il cambiamento e la maturazione sociale e ambientale che va lentamente ad interessare molti dei protagonisti, il cui approccio iniziale si contraddistingue per la difesa quasi egoistica del proprio interesse e che l'esperienza di lotta finisce per trasformare in soggetti trainanti in altre battaglie ambientali.
Estremamente attuale anche l'analisi della composizione sociale, generazionale e politica degli aderenti al Comitato, del loro rapporto con le istituzioni, con le forme di lotta, con gli organi d'informazione.
Emerge anche in questo capitolo l'ampia eterogeneità dei protagonisti, la loro capacità di ricostruire legami di gruppo fortemente solidali, un ventaglio di forme di lotta mai preordinate ma sempre legate alla necessità
della fase, un rapporto con le istituzioni conflittuale ma costruttivo, un feed-back continuo con i canali e gli strumenti d'informazione.
Tra qualche mese, quando (tutti speriamo) si metterà la parola fine alla vicenda e l'elettrodotto sarà interrato in ogni sua parte, sarebbe intelligente che qualcuno pensasse di utilizzare questo lavoro per farne un
libro.
La caparbietà e la tenacia di un gruppo di cittadini, affiancati da qualche amministratore sensibile, è riuscita a piegare un gigante, è
riuscita a difendere la salute e l'ambiente, è riuscita ad impedire la devastazione di un territorio. Un'esperienza che potrebbe diventare un utile riferimento contro la rassegnazione che spesso accompagna le scelte di "modernità" che ci vengono imposte, un esempio per le future generazioni.
A Lisa vanno i ringraziamenti di tutto il Comitato, per il prezioso lavoro che ha evitato la dispersione di questo patrimonio di lotta.
Scarica la tesi di Lisa:
in formato doc
in formato pdf
Nota: Monselice 27/04/05
Recensione a cura di Francesco Miazzi
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